Normativa per funghi riscaldanti a gas: legge e consigli

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In questo nuovo articolo continueremo a parlare dei funghi riscaldanti, per l’esattezza, parleremo delle leggi principali che ne regolano il commercio.

Regole di buon senso 

 I funghi riscaldanti sono una grandissima comodità, possono essere usati indistintamente per spazi chiusi o aperti e possono funzionare a gas o ad elettricità.

In questo caso andremo ad analizzare la normativa che regola gli impianti a gas iniziando con quelle che definisco regole di buon senso.

1. Assicurarsi che l’apparecchio appena acquistato sia conforme alla normativa europea, verificabile tramite il bollino CE posto sul prodotto.

2.  Bisogna tenere il fungo all’aria aperta,  non in posti chiusi o troppo caldi. Inoltre non possiamo farne uso in ambienti sotterranei, o posizionati a meno di due metri da una caldaia.

3.  Per sostituire o installare la bombola dovremo richiedere al personale tecnico. Le bombole vuote non possono essere lasciate nell’ambiente, si dovranno smaltire secondo le normative regionali.

4.  È bene evitare di posizionare le bombole in ambienti a rischio. L’area nella quale viene posizionata la bombola deve essere ben ventilata (in maniera naturale).

5.  Prima di posizionare un fungo a GPL in un luogo pubblico o un’attività commerciale bisogna richiedere un sopralluogo da parte di autorità competenti. Solo al loro via libera potremo procedere all’installazione dei funghi. In caso contrario tali prodotti verranno considerati fuori legge, e chi li ha acquistati potrebbe passare dei guai legali anche molto seri.

Eventuali pericoli e situazioni pericolose

Il problema emerge nel momento in cui esse devono venire poste dentro al locale, durante la chiusura serale, la presenza del GPL, infatti, comporta il rischio di incendio ed esplosione: è un gas fortemente infiammabile, più pesante dell’aria, ma non tossico.

 Alla luce di quanto detto, è compito del proprietario ridurre il più possibile la pericolosità di tale attrezzatura; a suo sostegno, diversi comandi dei Vigili del fuoco hanno emanato delle linee guida per una corretta gestione delle bombole a GPL.
L’installazione è vietata negli ambienti chiusi ed è consentita in aree all’aperto o in spazi ampiamente ventilati quali portici, tettoie, e simili.
L’apparecchio deve recare la seguente avvertenza, direttamente sul suo involucro o su una placca ben visibile all’utente: “L’uso di questo apparecchio in ambienti chiusi può essere pericoloso ed è vietato”.
Poiché il GPL è un gas più pesante dell’aria, è vietata l’installazione in spazi interrati o a livello più basso del suolo come pure a distanza minore di 2 metri.

Le bombole non allacciate agli apparecchi, anche se vuote, non devono essere tenute in deposito nell’attività o nelle pertinenze della stessa anche se all’aperto.
L’installazione/sostituzione delle bombole deve essere effettuata esclusivamente da soggetti adeguatamente formati: in tal caso, si può richiedere un’autocertificazione del possesso dei requisiti professionali all’azienda interessata.
Gli apparecchi con bombole allacciate possono essere tenuti in deposito all’aperto sino a un quantitativo massimo di 70 kg di GPL; tali ambienti devono garantire che non avvenga la manomissione da parte di persone non autorizzate.
Gli apparecchi e le relative bombole allacciate possono essere tenuti in deposito anche all’interno dell’esercizio, in vani di volume superiore a 10 metri cubi, per un quantitativo massimo di GPL che dipende dalla cubatura dell’ambiente.

Direttive dei Vigili del Fuoco

Come detto in precedenza i Vigili del fuoco hanno stilato delle direttive utili da seguire in questi casi e ve la ripropongo nella tabella qui sotto:

1. Gli apparecchi devono essere provvisti di marcatura “CE” e devono essere installati ed utilizzati secondo le istruzioni fornite dal fabbricante.
2. L’installazione è vietata negli ambienti chiusi (come ad esempio i luoghi di culto) ed è consentita in aree all’aperto o in spazi ampiamente ventilati quali portici, tettoie, e simili.
3. L’apparecchio deve recare la seguente avvertenza, direttamente sul suo involucro o su una placca ben visibile all’utente: “L’uso di questo apparecchio in ambienti chiusi può essere pericoloso ed è vietato”.
4. Poiché il GPL è un gas più pesante dell’aria, è vietata l’installazione in spazi interrati o a livello più basso del suolo come pure a distanza minore di 2 m da caditoie non sifonate e griglie di aerazione.
5. Le bombole non allacciate agli apparecchi, anche se vuote, non devono essere tenute in deposito nell’attività o nelle pertinenze della stessa anche se all’aperto.
6. L’installazione/sostituzione delle bombole deve essere effettuata esclusivamente da soggetti in possesso di attestato di formazione ai sensi del D.Lgs. 128/2006.
7. Gli apparecchi con bombole allacciate possono essere tenuti in deposito all’aperto sino a un quantitativo massimo di 70 kg di GPL, secondo la norma UNI 7131, in luoghi in cui non sia possibile la manomissione da parte di persone non autorizzate.
8. Gli apparecchi e le relative bombole allacciate – sempre in analogia alla norma UNI 7131 – possono essere tenuti in deposito anche all’interno dell’esercizio, in vani di volume superiore a 10 m 3, per un quantitativo massimo di GPL che dipende dalla cubatura dell’ambiente (per esempio in locali di cubatura compresa tra 20 e 50 m3 è consentito tenere in deposito fino a due apparecchi dotati di relativa bombola allacciata per una capacità complessiva non maggiore di 20 kg di GPL).
9. E’ vietato, in ogni caso, tenere in deposito apparecchi e relative bombole allacciate in locali classificati con pericolo d’incendio (es.: autorimesse, cucine, centrali termiche, locali tecnici, ecc.).
10. I locali in cui vengono tenuti in deposito gli apparecchi e le relative bombole allacciate devono essere ventilati in modo naturale e devono avere una porta prospiciente l’esterno. I locali stessi devono essere dotati di una o più aperture permanenti di ventilazione situate a una quota prossima a quella del pavimento. I locali in cui vengono tenuti in deposito gli apparecchi e le relative bombole allacciate non devono avere comunicazione con vani interrati.
11. L’utilizzo di impianti alimentati a gas combustibile, in un luogo di lavoro, non può prescindere da un’attenta valutazione del rischio nonché dalla corretta informazione e formazione dei lavoratori relativamente ai rischi connessi, in conformità a quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008.

Conclusioni

Sono particolarmente contento di aver scritto questa guida, perché riprende l’importanza della sicurezza che deve essere il primo pensiero, quando ci si avvicina all’acquisto di uno di questi macchinari.

Credo sia scontato consigliare di seguire alla lettera le normative ed i consigli dei Vigili del fuoco.

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