In questo pezzo andremo ad analizzare, in modo ancor più approfondito, i funghi riscaldanti a pellet studiandone i migliori articoli, i prezzi e fornendovi una panoramica delle recensioni, in modo da potervi fornire un’idea precisa di questa piccola parte di “mondo” dei funghi riscaldanti, nel caso in cui voleste comprarne uno.
Ma andiamo con ordine: siamo sicuri che tutti quanti sappiamo cosa sia il pellet? Andiamo a capire bene di cosa stiamo parlando.
Cos’è il Pellet?
Il legno in pellet è un combustibile ricavato dal legno vergine, talvolta partendo da scarti di lavorazione (quali piallatura, segatura, chips, ritagli) altre volte dal tronco intero.
Può essere definito come “biocombustibile addensato, generalmente in forma cilindrica, di lunghezza casuale tipicamente tra 5 mm e 30 mm, e con estremità interrotte, prodotto da biomassa polverizzata con o senza additivi di pressatura”.
1) Bosco, piantagione e altro legno vergine;
2) Prodotti e residui dell’industria di lavorazione del legno;
3) Legno da recupero.
La capacità legante della lignina, contenuta nella legna, permette di ottenere un prodotto compatto senza aggiungere additivi e sostanze chimiche estranee al legno, ottenendo un combustibile ad alta resa. Quando la materia prima entra nella pressa pellettatrice il tasso di umidità deve essere pari a circa il 12-13%, condizione essenziale per il processo di estrusione del pellet.
La combustione del pellet di legno produce biossido di carbonio e inquinanti tipici della combustione delle biomasse solide come il PM10.
Residuo tipico sono gli incombusti, e in particolare le ceneri, la cui quantità è strettamente dipendente dal tipo di biomassa: generalmente il pellet prodotto a partire da legni teneri come la famiglia delle conifere (abete, larice, pino, ecc.) è caratterizzato da un residuo ceneri più basso, mentre i legni duri come molte latifoglie (faggio, quercia, rovere, carpino, frassino, ecc) un valore più alto.
Questa, tuttavia non è una regola infatti la percentuale di ceneri dipende anche da quale parte dell’albero viene utilizzata: nel caso della corteccia il residuo ceneri sarà superiore, nel caso della polpa inferiore.
Grazie alla pressatura il potere calorifico del pellet, a parità di volume ma non di peso, è circa doppio rispetto al legno.
Sul rendimento calorico influisce in minima parte anche la percentuale di legni duri di origine. Lo standard universalmente riconosciuto per il calcolo del potere calorifico è la norma ISO 18125:2017 Biocombustibili solidi – Determinazione del potere calorifico.
Il pellet è utilizzato come combustibile per stufe di ultima generazione, in sostituzione dei ceppi di legno, ciò comporta una serie di miglioramenti di tipo ecologico, energetico e di gestione dell’impianto di riscaldamento rispetto alle stufe tradizionali.
Tabella Pellet
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Migliori articoli e prezzi
Come sempre troviamo un’ampia gamma di marche, prodotti e prezzi che riempiono l’etere e dopo un’attenta analisi, vi porto qualche esempio di marche, prezzi, prodotti che potete prendere come punto di riferimento, nel caso in cui vi vogliate muovere verso l’acquisto di un fungo riscaldante a pallet.
Generalmente, si può dire che questo tipo di articoli, hanno un prezzo superiore rispetto alle altre tipologie questo è piuttosto normale dato che sono costruiti con una serie di mezzi, più complicati e costosi, rispetto ai funghi a GPL o a quelli elettrici.
La seconda marca di cui parleremo è la “Qlima” che propone dei prezzi, mediamente più bassi, rispetto all’azienda precedente.
L’ultima marca che tratteremo in questa guida è la “Punto fuoco” la quale, mediamente, permette un ulteriore risparmio agli avventori, dato che i prezzi non sono assolutamente proibitivi.
Anche le recensioni sono piuttosto positive: in genere si magnifica il calore che emana ed il design elegante, discreto ed in alcuni casi fantasioso.
Le lamentele si basano sul fatto che si tratta di prodotti, spesso, troppo fragili.
Conclusioni
Il mio consiglio conclusivo, come sempre, rimane lo stesso: studiate bene l’articolo che dovete comprare e ricordatevi che “non è tutt’oro quello che luccica!”